L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ZIA

L’importanza di chiamarsi ZIA

Come nasce una Zia…

 “Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là. Fu così che nacquero le fate.” Peter Pan

Per le Zie, la storia è andata diversamente, sarebbe davvero riduttivo definirle semplici Fate! La Zia non è più quell’entità che vedi una volta ogni tanto, quella che ti tira le guance e che, emanando uno strano profumo di Violetta di Parma e naftalina, si fruga nella borsa per darti una vecchia stantia (almeno quanto lei) caramella al letale mentolo e polvere di borsa.

La Zia spesso è una persona con cui ti diverti, una persona che sa educarti quasi come una mamma e viziarti quasi come una nonna. Una fonte di avventure e una mano da cercare al cinema quando il cattivo ci fa un po’ troppa paura. Dalla Zia puoi trovare giochi che non ci sono nella tua cameretta e provare esperienze che a casa non c’è tempo di fare!

La Zia, spesso, è un’amica e una confidente per la mamma, una coppa di gelato quando ci si sente un po’ giù e una buona cioccolata calda quando fuori fa freddo e non si ha voglia di uscire.

Quando sono arrivata in Polonia, all’inizio pensavo che tutti, nell’organizzazione in cui lavoravo, fossero parenti perché i figli dei miei colleghi chiamavano gli altri adulti “CIOCIA” e “WÓJEK”, letteralmente “ZIA” e “ZIO”. Qualche mese dopo, con l’arricchirsi della mia conoscenza linguistica e culturale, ho capito che “Ciocia” è anche la persona che si prende cura dei bimbi quando la mamma e il papà non ci sono, una persona vicina alla famiglia, una tata o un’insegnate, ma con una connotazione un po’ più familiare.

Presto sono passata anche io allo status di “Ciocia” e, sinceramente, l’idea mi è piaciuta ogni giorno di più. Tornata in Italia ho cercato di mantenere questa condizione di “Zia ad honorem”, riflettendo su ciò che il mio compito avrebbe comportato.

«Da un grande potere derivano grandi responsabilità» Ben Parker.

Come dicevo prima, la Zia non è la Mamma, non ha la responsabilità educativa di un genitore, ma, se si impegna, può diventare molto importante nella crescita di un bimbo!

La zia ti coccola, ti piace vedere il suo sorriso quando ascolti quello che ti dice, può diventare un’ottima alleata e compagna di giochi, ma, nello stesso tempo, può insegnarti qualcosa e diventare un esempio.

Alla luce di queste mie riflessioni, quando ho deciso di intraprendere questa avventura, non ho avuto dubbi, sarebbe stata la Zia Ely ad aprire le porte del suo Piccolo Mondo!

Riflettendo sull’origine della Zia Ely ho capito che va ricercata nella mia infanzia, costellata di zie che, prendendosi cura di me, mi hanno trasmesso qualche goccia delle loro peculiarità, facendomi diventare l’adulta di oggi.

La saggezza pratica della Zia Antonietta.

L’amore frivolo e leggero della Zia Luigia.

La dedizione per la famiglia della Zia Nadia.

La spinta verso l’avventura della Zia Silvana.

La tranquillità della Zia Enrica.

Il sorriso contagioso e rassicurante della Zia Pia.

L’amore per la cucina della Zia Anna.

La passione per la cultura della Zia Annamaria.

Il senso di libertà di sperimentare della Zia Marina.

Ognuna di loro mi ha regalato ricordi bellissimi e sensazioni meravigliose che porto sempre con me e che ogni giorno, nel mio lavoro, cerco di trasmettere ai miei piccoli ospiti.

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